• L’unico animale crudele è l’uomo

    E poi Angelo, il cane seviziato e impiccato a Sangineto, in provincia di Cosenza, da quattro giovani mostri che avevano filmato le sevizie postandole su Facebook, che come YouTube pullula, spesso nell’impunità, di video di torture agli animali. E il cane bruciato vivo ad Acilia (Roma), quello picchiato ed impiccato a Campobello di Mazara (Trapani), la cagnetta uccisa e appesa ad un cancello in un cantiere di Squillace (Catanzaro), i cani e gatti avvelenati a Sciacca e a Serradifalco. Non passa giorno che episodi mostruosi come questi non vengano alla luce: una goccia nel mare di quelli che per omertà e altri motivi restano senza denuncia. E però quei mostri, quegli esseri immondi non fanno un giorno di carcere. Pene sospese, ridotte a poche ore di volontariato, al massimo una multa. La storica condanna al massimo della pena (16 mesi) ai giovani assassini di Angelo, finito a colpi di badile, scatenò in tanti dichiarazioni di soddisfazione, ma la realtà è che gli aguzzini di Angelo non vedranno mai l’interno di una cella. Perché le leggi italiane sono inadeguate. E finché resteranno tali migliaia di altri Angelo continueranno ad essere trucidati, gettati da balconi e da cavalcavia per noia, per gioco, per ignoranza e odio. La civiltà di un Paese, diceva Gandhi, la sua grandezza e il progresso morale, si riconoscono anche dal modo in cui tratta i propri animali. Ed è talmente ironico che nel tentativo di insultare qualcuno gli diciamo “bestia” mentre dovremmo piuttosto dire “umano”. Perché l’uomo ha fatto della Terra un inferno per le altre creature.

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